Al giorno d’oggi c’è una grande differenza tra essere un Atleta ed essere un Artista Marziale.
Non sempre queste due identità coincidono. Questo perché, nel tempo, si è andato a perdere un fattore di estrema importanza per la pratica delle Discipline marziali. Si è perso lo Spirito. E questo discorso potrebbe riguardare benissimo non solamente le Arti Marziali ma anche tutto il mondo dello Sport in generale.

Prima lo spirito, dopo la tecnica.

Gichin Funakoshi
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Ci sono atleti molto bravi, che sanno il fatto loro, hanno tantissima esperienza sulle spalle, conoscono veramente bene la disciplina che stanno praticando e la praticano con grandissime abilità. Però tutto questo non c’entra con la definizione di artista marziale.

L’artista marziale può essere anche un bravo atleta ma vincere o perdere un torneo, arrivare primi in qualche competizione, essere considerati da tutti il migliore non interessa l’artista marziale.

Per essere definiti artisti marziali non c’è bisogno di avere centinaia di medaglie, di coppe, di trofei sui propri scaffali.

 

Se sei un bravo atleta, allora sì, lo puoi dimostrare vincendo gare su gare, collezionando trofei.

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Lo scopo ultimo del Karate non risiede nella vittoria o nella sconfitta, ma nella perfezione del carattere dei suoi praticanti.

Gichin Funakoshi

Un atleta, tendenzialmente, non accetta la sconfitta.

Un atleta va in gara con il solo intento di vincere, di sconfiggere chiunque gli si presenti davanti.

È lui che deve vincere. È lui che deve salire sul quel gradino. Solo lui. Non esistono altri risultati.

Diventa quasi una questione di vita o di morte.

Un atleta, se perde, se ne andrà senza fare tante storie in quanto sportivo, ma dentro di sé si porterà una grande rabbia e cercherà fin da subito di rifarsi, come una sorta di vendetta personale.

Un artista marziale, che vinca o che perda una qualsiasi sfida, continuerà sempre con tranquillità il suo cammino, facendo tesoro dell’esperienza vissuta.

Per un’artista marziale, scendere sul tappeto di gara, non è altro che un’occasione come un’altra per mostrare le proprie abilità, per confrontarsi con gli altri, per provare cose nuove.

Dunque, la differenza sostanziale che passa tra essere un atleta ed essere un artista marziale non sta tanto sulle abilità tecniche, sulle conoscenze o sugli allenamenti. La differenza sta nella mentalità.

Un atleta è “programmato” per vincere, un artista marziale “desidera” vivere.

Che sia una vittoria o una sconfitta per un artista marziale non fa nessuna differenza, sono pur sempre esperienze. E l’artista marziale vive di esperienze, è questo che va ricercando lungo il suo Cammino.

Un atleta, nel suo cammino, ricerca vittorie, risultati positivi, guadagni.

 

Chiaramente anche l’artista marziale predilige i risultati positivi ma sa accettare benissimo anche i risultati negativi, perchè è consapevole che anche questi risultati sono necessari per la crescita.

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Non è importante il numero di anni di pratica ma la corretta pratica durante quegli anni.

È l’unico modo di progredire verso un Karate superiore.

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Taiji Kase

Il Karate non è un gioco. Non è uno sport. Non è nemmeno un sistema di autodifesa. È metà esercizio fisico e metà esercizio spirituale.

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Mas Oyama
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